martedì 29 aprile 2014

Daikon flowers salad:

Questa primavera sta iniziando lentamente, tra una giornata di sole estivo ed una giornata di pioggia a catinelle e maglioni di pile, la natura però è già in fiore, nel mio giardino sono iniziate a maturare le prime fragoline! Sono scesa alla ricerca di ingredienti per un'insalata primaverile: glicine, fiori di salvia, di borragine, tarassaco, violette, rose, fiori di arancio..
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Ecco i due piatti:
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Ho fatto marinare alcune sottilissime fettine di daikon, ottenute col pela patate, in acqua e limone, altre nel succo di un arancia. E poi ho aggiunto fiori, fragoline, noci, bacche di gogi, sesamo tostato e finocchietto. La vedo come un'ottima insalata da consumare da sola o per accompagnare un pesce al vapore. ci sarebbe state bene anche qualche uvetta passa. SAM_2213SAM_2231SAM_2230SAM_2236SAM_2237SAM_2239SAM_2247SAM_2224SAM_2221Per informazioni sulle proprietà del daikon vi rimando al mio post precedente Clicca qui
Xoxo P.

lunedì 14 aprile 2014

Daikon radish:

Avete mai visto questa grossa radice bianca al supermarket? io prima di vederla l’ho assaggiata al ristorante giapponese, e poi, un paio di settimane fa, ho incontrato questa grande carota bianca in un supermarket multietnico… incuriosita una volta tornata a casa mi sono messa a cercare attraverso le immagini ed eccola lì!

 via shimokitamom (instagram)via foragela (instagram)

Il nome scientifico è Raphanus sativus var. longipinnatus, tra i diversi nomi comuni quello con cui è più conosciuto è daikon, nome giapponese 大根, letteralmente "grossa radice”. In pratica si tratta di una specie di grosso ravanello bianco, il sapore è simile, meno piccante. E quindi solo successivamente ho capito che quel pezzo colorato in giallo che si trova in alcuni maki e futomaki ed anche quel letto di filetti bianchi e sottili sui quali a volte si trova poggiato il sashimi appunto di daikon provengono da questa grande carota bianca!!

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Il daikon è molto usato sia nella cucina giapponese che in quella cinese, birmana, coreana ed anche in quella indiana ed è talmente integrato nelle loro tradizioni, in particolare in quella giapponese che viene usato come "simbolo" e riprodotto sottoforma di peluche, e usato come personaggio degli anime, the daikon radish spirit è uno dei miei personaggi preferiti in Spirited Away di Miyazaki (hihihi solo che non sapevo cosa fosse esattamente!)

via bimdararat instagramvia aliexpress.comvia theoklahomabigfoot (instagram)via ks_spica

Ho letto che in giapponese esiste proprio un’espressione daikon ashi (ashi = gambe) che vuol dire avere le gambe di daikon: grassocce, bianche…insomma non è certo un complimento!

A livello nutrizionale, il daikon contiene quantitativi interessanti di vitamina C e acido folico, nonché di sali minerali quali  potassio, calcio, fosforo, magnesio,  e un elevato contenuto in fibre con un bassissimo contenuto calorico: 100 grammi di radice forniscono solamente 15-20 kcal circa e proporzionano circa il 30 % del RDA di vitamina C.

Per quanto riguarda le proprietà fitoterapiche sono riuscita a trovare delle informazioni interessanti: il daikon presenta proprietà disintossicanti, diuretiche e drenanti, utili per chi soffre di ritenzione idrica, cellulite, calcoli renali. Inoltre riesce ad evitare l’eccessivo assorbimento di grassi a livello intestinale, ma anche a mobilitare accumuli di grasso corporeo, permettendo di facilitarne l’eliminazione.( in giappone accompagna spesso la tempura ed i pasti particolarmente grassi, appunto per facilitarne la digestione) aumenta quindi il metabolismo dei lipidi ed ha un’attività ipoglicemizzante clicca qui pubmed, potenzialmente utile nella prevenzione del diabete mellito e nell’alleviare i sintomi dell’iperglicemia (soprattutto i germogli che sono particolarmente ricchi di principi attivi). Il pigmento bianco contenuto nel daikon, chiamato antoxantina, che come tutti i flavonoidi ha un alto potere antiossidante che si aggiunge al potere antiossidante degli altri principi attivi con un effetto antitumorale pubmed 
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Come il wasabi (wasabia japonica), la senape (sinapis alba), il ravanello (raphanus sativus).. il daikon contiene un enzima, la mirosinasi, utilizzato dalla pianta come meccanismo di difesa in risposta all’attacco di parassiti, insetti o animali erbivori; nella radice sono presenti, al'interno di compartimenti sub-cellulari, dei composti inerti chiamati glucosinolati.
Nel momento in cui si verifica un danno tissutale questi entrano in contatto con l’enzima che permette la loro conversione, attraverso la rottura di un legame b-tioglucosidico, in intermedi instabili che attraverso un riarrangiano spontaneamente portano alla formazione di isotiocianati, tiocianati o nitrili, composti dotati di un alto potere antibatterico, antifungino, insetticida, nematocida, antiprotozoario. L'odore ed il retrogusto amaragnolo-piccante caratteristico è infatti dovuto all’idrolisi dei glucosinolati che deriva dal danneggiamento dei tessuti vegetali durante il taglio della radice o durante la masticazione a crudo della stessa ed in natura ha lo scopo di scoraggiare insetti ed animali erbivori.

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Tra gli isotiocianati, i principali prodotti dell’idrolisi dei glucosinolati, ricordiamo il sulforafano, che oltre a svolgere un’azione antibiotica a livello del tratto gastrico e del colon clicca qui pubmed ha un ruolo chemioprotettivo contro cancro colon clicca qui pubmed;  e l’indolo-3-carbinolo che migliora il metabolismo degli estrogeni, quindi ha un importante ruolo nelle prevenzione dei tumori ormono-dipendenti quali tumore della prostata e carcinoma della mammella clicca qui pubmed.

Di contro elevate concentrazione di isotiocianati inibiscono l'incorporazione dello iodio e la formazione di tiroxina, rallentando la funzionalità tiroidea clicca qui ed in oltre sembrano essere implicati in fenomeni epatotossici clicca qui. Ad ogni modo, si parla di dosaggi estremamente alti (quindi di molti molti daikon al giorno) quindi non vi è alcun motivo di escludere dalla dieta questi alimenti, il cui consumo andrebbe piuttosto incentivato per le loro proprietà anticancerogene, ad ogni modo in caso di dubbio è sempre meglio chiedere il parere del proprio medico curante.

Xoxo P.

martedì 25 marzo 2014

Sushi e gnocchetti di riso:

Ciao sono Paris e dal sette gennaio (incluso) non esco di casa!! Confessioni di una ex studentessa di chimica farmaceutica 2! Avevo tantissime cose da recuperare che mi ero lasciata dietro e che in questo periodo di reclusione ho desiderato fare. In meno di 10 giorni alla mia wish list mancano un paio di cose e poi posso ritenermi soddisfatta. La prima cosa sicuramente è stata vedere Francesco, e un piccolo salto ad Ischia e poi recuperare un pochino di peso, e soprattutto mangiare tante cose buone, di cui avevo idealmente voglia ma che praticamente non sarei riuscita a mangiare! troppa ansia!aperitivoechimica
Così domenica avevamo deciso di andare all’Ikea! già stavo sognando le patatine fritte svedesi croccanti e salate e di girare tra candele profumate e lenzuola per bimbi (avevo adocchiato un copripiumino sul catalogo con gli ortaggi niente male)… i miei gusti sulle lenzuola sono opinabili lo so!

Una rapida ricerca su internet per capire come arrivare, scopro che c’è una navetta gratuita che ti porta direttamente lì. Quindi sveglia presto ed appuntamento a Cavour per prendere la metro fino a piazza Garibaldi. Inizia a piovere, vabbè fa niente tanto l’Ikea è al chiuso e tra l’altro c’era l’allarme meteo della protezione civile per le successive 24h, come secondo giorno di primavera non è il massimo ma marzo è pazzo e quindi ci può stare! Arriviamo alla fermata segnalata sul sito Ikea la prima sorpresa! la fermata è stata soppressa! con l’apertura della nuova metro hanno riorganizzato il traffico in piazza e quindi, cerchiamo su internet dal cellulare, ma nessuna nuova notizia, chiediamo ai vigili urbani, che ci mandando un po’ a spasso per la piazza! ma l’espressione della faccia alla domanda per la fermata della navetta Ikea spiegava chiaramente che non sapevano di cosa stessimo parlando anche se lavorano in quella zona.

Intano chiamo a casa e chiedo a mia sorella di cercare su internet più informazioni, ed arriviamo giusto in tempo alla fermata “giusta” secondo l’ennesimo vigile, una decina di minuti dopo mi ritelefona mia sorella e scopriamo che la navetta è stata sopressa, che ci sono bus di linea che portano all’Ikea, ma che ovviamente di domenica non passano, o forse si ma rischiare? con i mezzi pubblici a Napoli non si può mai avere la certezza, soprattutto di domenica e l’idea di riuscire ad arrivare all’Ikea senza poter poi ritornare a casa ci ha fatto desistere!! per fortuna dall’altra parte della fermata c’era Cristiani, il mio supermercato multietnico di fiducia, aperto!

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ecco la mia spesa!! tortilla chips al BBQ (un ni non mi sono piaciute tantissimo), grano saraceno, tahina (crema di sesamo buonissima!) salsa barbecue (ricomprata perchè molto molto buona) tisana allo zenzero e limone (ottima), tisana cannella e prugna (ancora non l’ho provata, ma di questa marca ho assaggiato molte altre tisane e sono buonissime), certriolo, avogado e alghe nori (vi viene in mente qualcosa?), fagioli azuki (o soia verde), orzo perlato, perle di tapioca (ho visto diverse ricette sfiziose, non vedo l’ora di sperimentare!!) e gnocchetti di riso cinesi (provati il 20 al nuovo ristorante giapponese-cinese Oriental wok che ha aperto vicino piazza Municipio!) e quindi questa domenica di pioggia e freddo l’abbiamo passata a sperimentare nuove ricette e a vedere films e partite di calcio sullo sky-go di Francesco.

A pranzo gnocchetti di riso cinesi con tacchino, verdurine, salsa di soia e semi di sesamo neri: gli gnocchi sono disidratati, ed in teoria andrebbero tenuti in ammollo tra le 12 e le 24 ore e quindi metterli direttamente in padella con il condimento! 24 ore?! nooooooo!! noi li abbiamo tenuti in ammollo circa una mezz’oretta in acqua tiepida ed abbiamo continuato la cottura con il procedimento tradizionale per la pasta! cioè in acqua bollente per alcuni minuti! il risultato è stato spettacolare! sono venuti buonissimi e voglio assolutamente riproporre la ricetta!

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ed a cena sushiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!! non siamo stati al 100% fortunati neanche qui, da Cristiani non abbiamo trovato nè il riso gohan nè il wasabi e dal carrefour non abbiamo trovato nè la tartar di salmone nè quella di tonno, abbiamo “ripiegato” sul riso ribe, salmone affumicato e le uova di capelìn ma il risultato è stato come sempre eccezionale!

SAM_2191SAM_2192SAM_2193SAM_2182SAM_2183xoxo P.

mercoledì 5 febbraio 2014

Oleolito di limone:

Nel post precedente vi ho parlato del limone e delle sue principali proprietà, dove agisce, come agisce e perché. In questo una ricettina speciale per fare, con pochi ingredienti casalinghi ed un po’ di pazienza, un oleolito al limone! Un “cosmetico” naturale senza coloranti né conservanti  per “migliorare” la bellezza della pelle, unghie e capelli:oleolito limone
Step 1: lavare accuratamente i limoni e sbucciarli, facendo attenzione a prelevare solo la parte gialla, con l’aiuto di un coltello o di un pela patate.

Step 2: essiccare le bucce in forno a 50 gradi per circa 3 ore. (in alternativa un metodo più naturale consiste nel lasciare essiccare le bucce per 1-2 giorni poggiate su una tela di cotone)  

Step 3: mettere le bucce sul fondo del barattolo (pulito e completamente asciutto) e ricoprirle con i due oli.

Step 4: lasciare riposare in un luogo asciutto e al buio per circa 50 giorni, smuovendo di tanto in tanto il contenuto.

Step 5: trascorso il tempo di macerazione schiacciare con un cucchiaino le bucce di limone in modo da facilitare l’estrazione degli oli essenziali che si trovano ancora contenuti nell’epicarpio.

Step 6: procedere al rinvaso dell’olio filtrandolo attraverso un colino con l’aiuto di una garza ( uno scottex oppure un fazzoletto di stoffa) in un barattolo scuro, sterile ed asciutto, escludendo l’ultima parte dell’olio (che può essere usata in maniera estemporanea) se quest’ultima presenta tracce di acqua. Il giorno successivo procedere ad un secondo filtraggio se sul fondo del barattolo si è formato un po’di residuo.

Note e curiosità:

Attraverso la macerazione in olio è possibile sfruttare il potere solvente degli oli vegetali per estrarre dalla buccia di limone l’olio essenziale costituito da sostanze liposolubili. Attenzione però perchè a differenza degli altri agrumi, il limone può maturare anche dopo essere stato staccato dalla pianta. Molto spesso i limoni vengono colti ancora verdi, sottoposti ad un trattamento funghicida, incerati per essere poi trattati per farli maturare. Per questo motivo è sempre meglio utilizzare la buccia del limone solo se si è certi della loro provenienza.

Questo oleolito può essere usato da solo o come base per altri “cosmetici” per uso esterno. A seconda dell’uso destinato possiamo scegliere un mix di oli diversi: per il corpo assieme all’olio d’oliva (o olio di riso) è ideale l’olio di mandorle dolci; per il viso è più indicato l’olio di jojoba o l’olio di germe di grano perché poco untuosi e ricchi di vitamina E. Per prolungarne ancora di più la conservazione è possibile aggiungere due gocce di tocoferolo ed è consigliabile conservarlo il recipiente (che sarà di vetro scuro) in un ambiente fresco ed asciutto  al riparo dalla luce diretta.

Nonostante l’oleolito di limone sia atossico ed abbia un’azione molto più delicata e meno aggressiva rispetto all’olio essenziale puro, può comunque irritare la cute soprattutto quella del viso ed in soggetti particolarmente sensibili. Inoltre la presenza di sostanze furocumariniche, anche se molto diluite, lo rendendono fotosensibilizzante con possibile comparsa di eritemi e pigmentazione cutanea (macchie solari) come conseguenza dell’esposizione nelle ore successive all’applicazione ai raggi solari o lampade abbronzanti; meglio quindi applicarlo la sera e fare una doccia alla mattina.

Grazie alla sua azione tonificante sul sistema circolatorio può essere usato come un efficace olio idratante post-doccia o come olio da massaggio utile contro i disturbi dovuti a cattiva circolazione: cellulite, gambe gonfie e pesanti, vene varicose, fragilità capillari. Allo stesso scopo può essere usato per preparare uno scrub (sale marino e qualche goccia di oleolito) tonificante e setificante, da fare sotto la doccia, sfruttando anche il potere astringente e disinfettante del limone contro brufoletti e imperfezioni della pelle. Grazie alla sua azione nutriente può essere usato per fare impacchi sui capelli secchi e sfibrati, per rinforzare e sbiancare le unghie e favorire la cicatrizzazione delle cuticole infiammate. E  nel mentre ci facciamo "belle" sfruttare l'azione tonificante del suo intenso aroma per favorire concentrazione e memoria, eliminando stanchezza e apportando al tempo stesso equilibrio, placando irrequietezza ed ansia.

 ps se avete segreti, piccoli trucchetti o semplicemente consigli su come utilizzarlo scrivetemi un commento! =D vi lascio qui il link sulle proprietà del limone: Il limone un frutto prezioso
xoxo P.